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Denominación de Origen
Vernaccia di San Gimignano DOCG

Consorzio della Denominazione San Gimignano
Localita' Villa della Rocca, 53037 San Gimignano (SI), Italia

Tel.: +39 0577/940108

Fax: +39 0577/942088

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Web: www.vernaccia.it

Descripcion:

Caratteristiche

E' il primo vino italiano ad avere avuto riconosciuta la Denominazione di Origine controllata, nell'anno 1966. Con decreto 9 Luglio 1993 n.169, il nostro vino è entrato nell'olimpo dei vini Italiani di maggior pregio con il raggiungimento detta Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D. O. C. G. ).
Questo vino, tra i vini bianchi più pregiati d'ltalia, si produce esclusivamente nel territorio del Comune di San Gimignano (Siena). Si ottiene dalle uve provenienti dai territori collinari, di buona esposizione, con vigne contenenti il cento per cento del vitigno "Vernaccia di San Gimignano", od un massimo del 10% (90% + 10%) di uvaggio con vitigni a bacca bianca permessi in provincia di Siena. L'altitudine media delle vigne si aggira sui 280 metri s.l.m. ed i terreni sono di origine pliocenica, costituiti da sabbie gialle ed argille sabbiose. Le viti sono allevate parte a Gujot, parte a cordone speronato, con una densità di 3000 ceppi minimo per ettaro. L'epoca di vendemmia oscilla mediamente dal 15 Settembre al 15 Ottobre, con una resa di uva per ettaro di 90 quintali. La vinificazione è in "bianco" secondo lo stile tradizionale, con accurate decantazioni statiche prefermentative a mezzo refrigerazione. La fermentazione a temperatura controllata, ha una durata media di 12-18 giorni in vasche di acciaio o cemento.

Queste le caratteristiche del VINO VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO:
COLORE: giallo, paglierino tenue tendente al dorato con l'invecchiamento;
ODORE: fine, penetrante caratteristico;
SAPORE: asciutto, armonico con caratteristico retrogusto amarognolo;
ZUCCHERO: residuo massimo 4 per mille
ACIDITA' TOTALE: minima 5 per mille
ESTRATTO SECCO: netto minimo 15 per mille;
GRADAZIONE ALCOOLICA: complessiva minima 11 gradi. Nella tipologia "Riserva" 11,50 gradi.
Alcuni produttori, previa opportuna scelta vendemmiale da denunciare alla CCIAA, destinano parte delle uve alla produzione di vino VERNACCIA con diritto alla dizione "RISERVA".
La VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO è vino da sempre considerato eccellente come aperitivo, ottimo con gli antipasti soprattutto di mare, squisita compagnia a tutti i piatti a base di pesce e crostacei e, perfetto anche con pietanze di carni bianche. Da servire fresco alla temperatura di 11-12 gradi.

 

Storia

ll nome del vitigno e del vino VERNACCIA di SAN GIMIGNANO ha le radici della sua notorietà, affondate nei secoli veramente lontani e, questa meritata fama, che gli deriva dalle sue apprezzatissime caratteristiche qualitative, viene a noi trasmessa dagli Atti Ufficiali, brani di letteratura e documenti storici. Sembra che il vitigno della VERNACCIA di SAN GIMIGNANO sia stato introdotto per la prima volta nell'area del Comune di San Gimignano da un certo Vieri de' Bardi, dalla Liguria intorno all'anno 1200. Furono poi i suoi discendenti, Zanobi e Angiolo BARDI, gli arteifici dello sviluppo della coltivazione del vitigno che diventerà molto apprezzato e famoso. E' certo che già nel 1276 fioriva il commercio della VERNACCIA di SAN GIMIGNANO. Ritroviamo infatti negli "Ordinamenti della Gabella" del Comune di San Gimignano di quell'anno, l'imposizione di una tassa di "tre soldi " per ogni soma di Vernaccia fuori Comune e troviamo anche l'istituzione di un registro dei Provveditori o Pesatori di Vernaccia, che avevano il compito di sovraintendere non solo alle Gabelle, ma anche all'incetta delle migliori Vernaccie per conto del Comune. E' evidente quindi che già in quel periodo la VERNACCIA aveva acquistato notevole pregio sui più importanti mercati Toscani ed Italiani ed allietava le tavole imbandite dei nobili e potenti del tempo. Dante Alighieri stesso, aggirandosi tra i golosi del suo Purgatorio vede indicarsi da Foreste Donati, un vecchio (Papa Martino IV) che stava pagando amaramente il gusto raffinato di rimpinzarsi di anguille alla Vernaccia: "Questi e, mostrò col dito, è Bonagiunta. Bonagiunta da Lucca: e quella faccia di Ià da lui più che l'altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fù, e purga per digiuno l'anguille di Bolsena e la VERNACCIA" (Purg. XIV,19-24).

Certamente un giudizio molto brillante e da vero intenditore è quello di Sante Lancerio, bottigliere di sua Santità PAOLO III che dopo aver richiesto nel 1541 al Comune di San Gimignano, ottanta fiaschi di Vernaccia, si rammarica del fatto che in San Gimignano si coltivassero troppo l'arte e la scienza e poco la Veraccia perchè questa, dice Sante:
"... è una perfetta bevanda da Signori et è gran peccato che questo luogo non ne faccia assai..."
(da "Della natura dei vini e dei Viaggi di PAOLO III, descritti da Sante Lancerio, suo bottigliere").
Vino quindi, la Vernaccia, da far peccare i Papi, da gran signori, la cui fama corse in ogni tempo i più rinomati mercati ed allietò le mense più fastose dei principi del Rinascimento. Eccolo infatti brillare nei calici degli invitati alle nozze Medici-Rucellai nel 1468 come dono agli sposi di 40 fiaschi dal Comune di San Gimignano. Sulla mensa di Lorenzo il Magnifico, che continuamente sollecitava il Comune di San Gimignano a doni di Vernaccia, scusandosi nel dire che "... era bevanda graditissima alla sua madre Lucrezia Tornabuoni e utile e corroborante rimedio alla salute del giovane figlio Piero "
I Sangimignanesi non potevano trascurare quindi, di impegnarsi a spedire generosamente al loro Signore omaggi copiosi di Vernaccia, sia a Natale, sia a Pasqua che per San Giovanni e, per non far brutta figura con Lucrezia e Piero, arrivarono perfino a nominare nel 1477, due ufficiali Assaggiatori, perchè con oculatezza :
"... ne provvedessero del migliore et ben condizionato " (Dall'archivio storico di San Gimignano Lib. Provv. n.136, 177)
Fu infatti in casa Medici che Papa Leone X si abituò alla Vernaccia ed una volta salito alla cattedra di San Pietro, non seppe più farne a meno e, se la faceva portare fino a Roma. Ludovico il Moro, nel 1487 ne volle 200 fiaschi per allietare le nozze del ni pote Gian Galeazzo con Isabella figlia di Alfonso II re di Napoli e tale fù il successo della Vernaccia che subito scrisse al Comune di San Gimignano per avere 500 magliuoli da trapiantare in Lombardia; ben presto anche il Duca Guidobaldo da Urbino, che voleva diffondere la Vernaccia nel suo stato, ne seguì l 'esempio. Speranze vane ! Infatti i due Principi rimasero delusi, perchè il vitigno crebbe ma non dette mai buone qualità di Vernaccia. L'insuccesso fu dovuto al fatto che il pregio del vino Vernaccia era ed è rimasto strettamente legato al terreno ed all'ambiente che lo produce, tanto da far salire anche il prezzo delle terre coltivate a Vernaccia nel periodo rinascimentale, come risulta nei documenti notarili dove un certo "...Lazzaro Perone vende a buon prezzo bona immobilia, partim vinata in vineis grechi et partim in vineis Vernaccie... ".
Anche Vincenzo COPPI, nei suoi "Annali di San Gimignano " (1695 p. 141) definisce la Vernaccia " ... vino bianco delicatissimo, ed è dei migliori e più grati vini che si facciano in Italia... ".
Vino quindi la VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO, che vanta una tradizione ed una rinomanza secolari, tanto da poter essere considerato il più antico vino italiano tra quelli a denominazione di origine controllata.

 

Consorzio

Storia del Consorzio

L'atto notarile di nascita del CONSORZIO della VERNACCIA Dl SAN GIMIGNANO stilato dal notaio Luciano Vannisanti porta la data del 3 LUGLIO 1972. Innanzi a lui c'era uno sparuto numero di tenaci volenterosi che credevano fermamente in quello che stavano per iniziare. Un'avventura a carattere privato si, ma nell 'interesse di tutto il territorio del Comune di San Gimignano. Oggi ci sentiamo di rendere omaggio alla loro lungimiranza e di porgere loro un "GRAZIE " sincero. Erano in nove: Principe STROZZI MAJORCA GUICCIARDINI Dott. Girolamo, LORINI Ernesto, LUCII Libanio, BARONCINI Jaures, CONCINI Concino, VAGNONI Luigi, MAROLLI FURGA GORNINI Ing. Giorgio, SALINI Alfredo e con la presenza testimoniale dei signori Bagnai Franco, Gassino Teresio, Lorini Pietro, Biagini Ascanio, Cecchini Angelo, Cecconi Ferriero, Pertici Carlo, Razzi Franco, Bartolini Luciano e Borselli Romano. Fin dalla sua nascita il CONSORZIO aveva ben chiari gli scopi per cui veniva fondato e tali scopi ha perseguito con tenacia nel corso degli anni.
Attualmente gli aderenti al CONSORZIO sono 81 e l'impegno della dirigenza del Consorzio è sempre più teso a valorizzare la tradizionale immagine di San Gimignano, attuare tutte le iniziative atte a diffondere in Italia e all'estero il VINO VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO, contribuire al miglioramento qualitativo generale della produzione sia delle uve che del vino.





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