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. Tel. +34 902 11 79 29


Denominación de Origen
Chianti DOCG

Consorzio Vino Chianti
Via Belfiore, 9, 50144 Firenze (FI), Italia

Tel.: +39 055/333600

Fax: +39 055/333601

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Web: www.chiantisuperiore.it

Descripcion:

Il Chianti

E' nel lontano 1927 che per opera di un gruppo di viticoltori della zona Arezzo Firenze Siena nasce il CONSORZIO CHIANTI. Successivamente la zona si allarga a quella attuale riconosciuta dalla disciplinare del 1967 poi recepita nella D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e garantita). Ai giorni d'oggi si contano in duemila circa, i produttori che si affidano alla tutela del consorzio il quale per i propri meriti di operatività e rappresentatività, ha ottenuto l'incarico di vigilanza sul Chianti da parte del Ministero dell'Agricoltura con D.M 22 Maggio 1978.

ATTIVITA' del CONSORZIO

  • controllo in fase di produzione sui vigneti iscritti all'Albo
  • controllo in fase di vinificazione ed invecchiamento sulla rispondenza delle caratteristiche chimico-fisico-organolettiche del vino
  • partecipazione ai controlli in fase di imbottigliamento della D.O.C.G.
  • rilascio dei contrassegni di Stato solo al Chianti che ha superato l'esame di idoneità
  • controlli a riscontro della qualità sull'imbottigliato prelevato nei mercati
  • assistenza tecnico-informativa alle aziende associate durante tutto il processo produttivo del vino.

Con provvedimento n. 61141 del 7 aprile 1998, l Ministero per le Politiche Agricole, ha affidato al Consorzio Chianti l'incarico di vigilanza sulle denominazioni di origine controllata "Vin Santo del Chianti" e "Colli dell'Etruria Centrale" dove viene applicata (su produzioni che si affiancano alla DOCG CHIANTI per vini di qualità diversa ) la stessa attività e gli stessi controlli. Punto d'orgoglio della attività del consorzio, è appunto la valorizzazione e il riconoscimento della denominazione "Vin Santo del Chianti" per un prodotto principe nella tradizione toscana.
La funzione istituzionale del Consorzio si è potenziata con lo sviluppo di attività promozionali come la valorizzazione di prodotti come l'olio extravergine di oliva, per il quale si attende una "denominazione di origine", come gli itinerari "Vie del Chianti", segnalati da specifica cartellonistica.

 

IL CHIANTI D.O.C.G.

Il Chianti D.O.C.G. è la zona di produzione costituita da territori delimitati per legge, delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Tali territori si presentano con caratteristiche collinare a grandi terrazze con vallate attraversate da fiumi. L'origine del vino Chianti ha radici antichissime, ma soltanto nel 1800 ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata con il Decreto del Presidente della Repubblica 9/8/67 in cui se ne stabiliscono le caratteristiche in un Disciplinare di Produzione.
La Denominazione "Chianti" è integrata con le seguenti specifiche:

Chianti Classico

Il territorio del Chianti Classico

Il territorio di produzione del vino Chianti Classico è un pezzo di Toscana tra la città di Firenze (a nord) e quella di Siena (a sud); tra le vallate della Greve, della Pesa e dell'Elsa (a ovest), e i monti del Chianti (ad est).

In questa terra abitata in antico da Etruschi e Romani (le antiche vestigia dei quali testimoniano la loro dedizione al vino della zona), terra di battaglia tra Siena e Firenze in tempi Medievali, ove furono costruiti borghi, castelli, roccaforti, trasformati poi, in tempi di pace, in ville e dimore. In quel periodo si pensò, sacrificando parte dello spazio occupato dai secolari boschi di querce e castagni, di coltivare campi a vigneto fino a far diventare la vite di importanza economica e commerciale in tutto il mondo allora conosciuto.
Il primo documento ufficiale riguardante il vino del Chianti risale al 1404, si tratta di un documento notarile che fa appunto riferimento al vino rosso prodotto nella zona. Poi troviamo documenti del 1600 dove si nota che l'esportazione di vino della zona del Chianti inizia a essere un fatto commerciale di una certa importanza . Ma è del 1700 che con la rinascita agraria della Toscana e l'organizzazione del lavoro a mezzadria, che la coltivazione della vite prende campo, ed è proprio di quel periodo la sistemazione poderale e la costruzione di case coloniche visibili ai giorni nostri.
I 70.000 ettari del Chianti Classico fra le città di Siena e Firenze sono occupati per circa il 50% da boschi di querce e di castagni e comprendono per intero i territori dei comuni di :

  • Castellina
  • Gaiole
  • Radda

ed in parte i territori di:

  • Barberino Val d'Elsa
  • Castelnuovo Berardenga
  • Poggibonsi
  • San Casciano Val di Pesa
  • Tavarnelle Val di Pesa

La delimitazione della zona vinicola è sancita in un decreto ministeriale del 1932 che definiva CHIANTI CLASSICO "zona di origine più antica" rispetto al resto del Chianti conferendole un attestato di primogenitura ed una particolare identità.

Tipologia del Chianti Classico

Non tutto il vino prodotto in Chianti Classico è Chianti Classico. Per avere diritto a questa denominazione non è infatti sufficiente la provenienza da un determinato territorio: devono essere rispettate tutte le regole previste dal disciplinare di produzione la cui stesura risale al 1984.

Innanzi tutto devono essere presenti quattro uve, due a bacca rossa (il Sangiovese, con una percentuale che dal 75 raggiunge il 90%, e il Canaiolo dal 5% al 10%) e due a bacca bianca (la Malvasia ed il Trebbiano, per un totale del 2-5%). Possono essere utilizzate, fino ad un massimo del 10%, altre uve a bacca rossa, dall'autoctono Colorino al Cabernet-Sauvignon, al Merlot.

La gradazione alcolica minima è di 12° per il vino normale e di 12,5° per quello della riserva. Ma altri fattori produttivi molto importanti sono richiesti ad un vino per definirsi Chianti Classico:

  • Devono essere passati 5 anni da quando il nuovo vigneto è stato impiantato prima che le uve vengano vinificate;
  • La resa ad ettaro non può superare i 75 quintali (e questo significa 52,5 ettolitri di vino);
  • La pianta deve produrre al massimo 3 chilogrammi di uva.

Per consentire l'armonico equilibrio tra tutte le varie componenti, l'immissione al consumo è consentita dal 1. Giugno successivo alla vendemmia. Questa data è posticipata per i soci del Consorzio del Gallo Nero, a seconda di quanto stabilisce il Consiglio di Amministrazione.

Oltre alla gradazione alcolica, di cui si è già detto, il vino Chianti Classico deve, per legge, avere caratteristiche precise:

  • Colore: rubino vivace, tendente al granato con l'invecchiamento;
  • Odore: intensamente vinoso, anche con profumo di mammola, spiccato, e con pronunciato carattere di finezza nella fase di invecchiamento;
  • Gusto: armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato;
  • Zucchero: massimo di 4 gr./litro di zuccheri riduttori;
  • Estratto secco totale minimo: 2,3%;
  • Acidità totale minima: 5 per mille.

Le uve

L'uva più importante che contribuisce a creare il Chianti Classico con una percentuale che dal 75 giunge al 90% è il Sangiovese. E' questo un vitigno di ormai certa origine toscana e che oggi contraddistingue tutti i più importanti vini rossi Doc e Docg dell'Italia centrale. E' però un'uva molto sensibile ai fattori esterni, si tratti di terreno o di clima, la sua maturazione non è certo precoce ed anche discontinua; è però raro individuare un altro vitigno che sappia così bene interpretare le caratteristiche di un suolo e modificare i propri profumi a seconda del terreno su cui nasce, cosicchè un bouquet floreale rimanda alle arenarie, i frutti di bosco al calcare, il tabacco fresco al tufo.

Ma sempre si deve ritrovare, quale che sia la zona di origine, quel sentore di viola mammola che lo stesso disciplinare di produzione individua come elemento caratterizzante e specifico del Chianti Classico.

Accompagnano il Sangiovese il Canaiolo nero, la Malvasia bianca e il Trebbiano toscano. Ma, come si diceva, è il Sangio- vese l'uva di maggiore importanza, la vera anima.

Tipologia del Chianti Classico

Non tutto il vino prodotto in Chianti Classico è Chianti Classico. Per avere diritto a questa denominazione non è infatti sufficiente la provenienza da un determinato territorio: devono essere rispettate tutte le regole previste dal disciplinare di produzione la cui stesura risale al 1984.

Innanzi tutto devono essere presenti quattro uve, due a bacca rossa (il Sangiovese, con una percentuale che dal 75 raggiunge il 90%, e il Canaiolo dal 5% al 10%) e due a bacca bianca (la Malvasia ed il Trebbiano, per un totale del 2-5%). Possono essere utilizzate, fino ad un massimo del 10%, altre uve a bacca rossa, dall'autoctono Colorino al Cabernet-Sauvignon, al Merlot.

La gradazione alcolica minima è di 12° per il vino normale e di 12,5° per quello della riserva. Ma altri fattori produttivi molto importanti sono richiesti ad un vino per definirsi Chianti Classico:

  • Devono essere passati 5 anni da quando il nuovo vigneto è stato impiantato prima che le uve vengano vinificate;
  • La resa ad ettaro non può superare i 75 quintali (e questo significa 52,5 ettolitri di vino);
  • La pianta deve produrre al massimo 3 chilogrammi di uva.

Per consentire l'armonico equilibrio tra tutte le varie componenti, l'immissione al consumo è consentita dal 1. Giugno successivo alla vendemmia. Questa data è posticipata per i soci del Consorzio del Gallo Nero, a seconda di quanto stabilisce il Consiglio di Amministrazione.

Oltre alla gradazione alcolica, di cui si è già detto, il vino Chianti Classico deve, per legge, avere caratteristiche precise:

  • Colore: rubino vivace, tendente al granato con l'invecchiamento;
  • Odore: intensamente vinoso, anche con profumo di mammola, spiccato, e con pronunciato carattere di finezza nella fase di invecchiamento;
  • Gusto: armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato;
  • Zucchero: massimo di 4 gr./litro di zuccheri riduttori;
  • Estratto secco totale minimo: 2,3%;
  • Acidità totale minima: 5 per mille.

Il Consorzio del Gallo Nero e i suoi soci

La fama del vino prodotto nel territorio del Chianti Classico è così lontana e come tutto quello che riscuote successo ha trovato lungo la sua strada non pochi emuli. Cosicchè nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III si vide costretto ad affidare ad un bando la delimitazione dei confini del Chianti Classico, primo documento legale al mondo che definisca una zona di produzione vinicola.

Ma non fu sufficiente, si continuò a produrre falso Chianti un po' ovunque e così nel 1924, il 14 maggio, un gruppo di produttori chiantigiani si riunì a Radda in Chianti per dare vita ad un organismo volontario che difendesse e valorizzasse la propri produzione. Nacque cosi il "Consorzio per la difesa del vino Chianti e della sua marca" che nel corso degli anni ha cambiato nome fino all'attuale ragione sociale "Consorzio del Marchio Storico", mantenendo sempre come sua immagine e come suo attestato di qualità il marchio del Gallo Nero.

E' questo un simbolo che in realtà identifica da sempre tutto il territorio del Chianti Classico, le sue origini sono perse nei tempi e vengono raccontate da una bella leggenda che parla delle rivalità tra Siena e Firenze in anni medievali. Le due città toscane per porre fine alle loro interminabili guerre decisero di affidare la definizione dei loro confini ad una singolare prova tra due cavalieri: là dove si fossero incontrati partendo all'alba dalle rispettive città al canto del gallo, là sarebbero stati i confini tra le due repubbliche. I senesi allevarono e vezzeggiarono per questo compito un bel gallo bianco, ben presto appesantito dagli eccessi di cibo, i fiorentini scelsero un galletto nero al quale davano così poco da mangiare che il giorno fatidico cominciò a cantare prima ancora che spuntasse l'alba. E così il cavaliere fiorentino partì prestissimo e solo quando giunse a Fonterutoli - un dozzina di chilometri da Siena - incontrò il cavaliere senese: fu per questo che quasi tutto il territorio del Chianti Classico passò sotto la giurisdizione della repuhhlica gigliata.

Se questa è una leggenda è però un fatto certo che era il profilo del Gallo nero l'emblema della storica Lega del Chianti, che dai primi anni del '300 governò su queste contrade. Vasari dipinse come allegoria del Chianti Classico il Gallo nero sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, e il Consorzio scelse questo simbolo antico di sette secoli come garanzia dei suoi vini.

Nel 1924 erano 33 produttori, oggi il gruppo della fondazione è notevolamente rafforzato e oltre 600 sono gli associati (di cui 250 confezionano il vino con una propria etichetta) che producono oltre l'80% di tutta la denominazione Chianti Classico. Si tratta di un corpo sociale anche variegato, con piccoli medi e grandi produttori, cantine sociali, industriali. Tutti uniti dal rispetto delle regole che il Consorzio impone. Prima tra tutte l'obbligatorietà di imbottigliare il Chianti Classico Gallo Nero all'interno del territorio di produzione - regola non prevista dalla legge italiana per nessun vino neppure se di qualità - e questo per consentire controlli reali.

 

Chianti Colli Aretini

Notizie sulla bontà del vino prodotto nelle colline del Valdarno Superiore si hanno a partire dal XIV secolo. I vini più buoni erano i Trebbiani insieme al vino di Montecarlo in Valdarno, ai vini di Pian di Scò e quelli delle colline di Montevarchi.
All'albo sono iscritte un'ottantina di aziende con una produzione media di 35.000 ettolitri di vino a Docg.
Mediamente alcolico, piacevole e brioso, il vino aretino si beve abbastanza giovane, anche se non mancano aziende che producono vini di maggior corpo, più adatti alla conservazione nel tempo.

ZONA: nulle zone più vocate della provincia di Arezzo fino al confine con i territori dei colli Fiorentini, colline Senesi e del Chianti Classico.
DISCIPLINARE: immissione al commercio dal 1° marzo successivo alla vendemmia, resa max di 80 q/ha.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: vino fresco, di grande immediatezza da bersi giovane con una piacevole vena acidula.
ABBINAMENTI: vino da tutto pasto.

Chianti Colli Fiorentini

E' una zona di produzione identificata fin dalla prima delimitazione del Chianti nel 1932. Essa copre una fascia di colline gentilmente ondulate e tradizionalmente vocate alla produzione di vini di eccellenza ed interessa il territorio di diciotto comuni, incluso Firenze. Le condizioni produttive del Chianti Colli Fiorentini sono più restrittive rispetto alla denominazione generale Chianti; ad esempio: la resa ad ettaro non supera 56 ettolitri di vino, vi è una maggiore necessità di maturazione prima dell'immissione al consumo che non può avvenire prima del mese di giugno seguente alla vendemmia, il tutto orientato a ricercare la qualità genuina ed identificare nel vino il carattere del territorio che lo produce. Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini Firenze, è nato per iniziativa di un gruppo di viticoltori che si sono associati per valorizzare territorio e vino di questa zona del Chianti attraverso la qualificazione produttiva e la diffusione del nome e dell'immagine. Il marchio che distingue la produzione delle aziende associate al Consorzio è il Leone della torre di Palazzo Vecchio in Firenze, unito simbolicamente al calice del Chianti Colli Fiorentini.

Chianti Colli Fiorentini DOCG

Vino rosso prodotto nelle colline intorno a Firenze, lungo l' Arno e la val di Pesa, in vari comuni tra cui famosi sono Impruneta e Strada. secondo il disciplinare del Chianti Colli Fiorentini, senza eccessivi interventi di caratterizzazione. Nelle intenzioni dello staff tecnico, il vino, deve avere caratteristiche di beva facile, adatto a cibi e ad occasioni quotidiane. Questa ricerca di semplicità e schiettezza ne fa un Chianti 'vecchio stile'.
Colore: rosso porpora intenso, trasparente ma consistente.
Profumo: fiorito e speziato, vinoso, intenso e persistente.
Analisi gustativa: sapore asciutto, pieno, abbastanza tannico.
Gradazione alcoolica: 12,5% Vol.
Composizione: Sangiovese 88%, Canaiolo 8%, Malvasia Rossa e Bianca 4%
Temperatura di servizio: 16°

 

Chianti Colli Senesi

Tre vini Docg e cinque Doc costituiscono il patrimonio vinicolo della provincia di Siena. Fra questi figurano due Chianti: una metà di quello Classico (il rimanente è fiorentino) e il Chianti dei Colli Senesi.
I terreni compresi nel territorio di produzione sono diversi fra loro e i vini naturalmente risentono di queste diversità: meno alcolici e più corposi quelli della parte settentrionale, più carichi e a lenta maturazione quelli delle zone meridionali.
La superficie coltivata a vigna è di 3500 ettari con novecento aziende produttrici, ed una produzione media annuale di 200.000 ettolitri.

ZONA: area vasta nella provincia di Siena che abbraccia verso sud i territori di Montalcino e Montepulciano, verso nord quelli di Monteriggioni e San Gimignano.
DISCIPLINARE: data di immissione al commercio 1° marzo successivo alla vendemmia.Resa di 80 q/ha
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: è forse tra quelli che ha una maggiore struttura ed alcolicità, unite ad una grande piacevolezza.
ABBINAMENTO: si sposa perfettamente con i classici pici al ragù,alla scottiglia ed alle grigliate tipiche della zona.

Chianti Colli Pisani

Il Bianco Pisano di San Torpè è un vino Doc prodotto sulle colline pisane che vantano peraltro una lunga tradizione vitivinicola. Terricciola, Lari, Chianni, Palaia, Fauglia, Casciana Terme, sono località dove l'attività vinicola è tuttora esercitata nonostante le difficoltà di mercato.
La superficie coltivata a vigneto è di circa 250 ettari, con terreni abbastanza difformi: sabbiosi, argillosi, alluvionali, calcarei, ciottolosi e spesso ricchi di molluschi marini. La produzione annua si aggira sui 10.000 ettolitri.
In genere il vino di queste zone non è adatto all'invecchiamento, ma è da bere giovane.

ZONA: estremo ovest del territorio del Chianti.
DISCIPLINARE: immissione al commercio successiva al 1° marzo dalla vendemmia. Resa di 80q/ha. grado alcolico minimo di 11,5°.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: vino di eleganza e morbidezza, con un buon equilibrio e di facile beva.
ABBINAMENTO: vino da tutto pasto si accompagna anche ad alcuni piatti di pesce.

Chianti Montalbano

L'ottima qualità dei vini del Montalbano risale addirittura alla fine del duecento, quando i vescovi di Pistoia lo facevano portare come tributo alla loro mensa. Diversi furono gli estimatori di questo vino, da Francesco Redi all'astemio Edmondo de Amicis.
I maggiori centri vinicoli del Chianti Montalbano sono Carmignano, Artimino, Bacchereto, Lamporecchio, Vinci e Larciano, per un territorio di circa 500 ettari di vigneto.
Centottanta sono le aziende che producono annualmente 25.000 ettolitri di vino a Docg. Alcune di queste producono vino sia Doc che Docg.

Chianti Rufina

E' la più piccola zona di produzione del Chianti, ma fra le più conosciute al mondo, anche perchè i vini qui prodotti sono stati i primi ad essere esportati in America. Il Chianti di queste colline è quello che più si avvicina alle caratteristiche del Classico, soprattutto per la longevità.
Anche i vini di questa zona vantano tradizioni remote. Le sue virtù furono decantate da Francesco Redi.
Il grande sviluppo vinicolo comincia agli inizi di questo secolo con il diffondersi delle cantine dei commercianti che acquistavano le uve o il vino per rivenderlo in Italia o all'estero.
La superficie vitata del Chianti Rufina è di 574 ettari con quarantacinque aziende che producono 25.000 ettolitri di vino all'anno. La ristrutturazione delle cantine e la specializzazione degli impianti ha portato ad un miglioramento della produzione e, dopo l'entrata in vigore della Docg, ad una diminuzione delle quantità in favore della qualità.

Chianti Montespertoli

Il vino viene prodotto esclusivamente sul territorio del Comune di Montespertoli. Il suo profumo è mediamente intenso, al gusto è abbastanza sapido, ha buona acidità e matura velocemente.

 

Corrispondenti, le prime, alle sottozone geografiche, contemplate dalla prima delimitazione del territorio, stabilita con D.M. 31/7/32, mentre l'ultima, Montespertoli, è stata riconosciuta con Decreto 8/9/97. La Denominazione di Origine Controllata e Garantita, con D.P.R. 2/7/84 ha contribuito al riconoscere il particolare pregio del vino Chianti e per questo inoltre ai controlli già previsti, deve sottostare ad un esame organolettico da parte di Commissioni statali di degustazione presso le Camere di Commercio e a specifiche analisi chimiche, e solo dopo aver superato tali esami puo essere imbottigliato contraddistinto da un contrassegno che ne attesta la validità. Con decreto ministeriale 5/8/96, è stata modificata la precedente normativa con la emanazione di due distinti disciplinari per i vini Chianti e per il vino Chianti Classico. Interessante notare il recupero della tipologia "Superiore", con più alte caratteristiche e che riguarda potenzialmente tutto il territorio del Chianti. I vitigni fondamentali del vigneto Chianti sono:

  • Sangiovese 75-100%,
  • Canaiolo fino al 10%,
  • Trebbiano e Malvasia fino al 10% (per il Classico fino al 6%)

Complementari a bacca rossa fino al 10% (per il Classico fino al 15%)

La resa massima di uva per ettaro è:

  • 90 quintali per il Chianti,
  • 80 quintali per Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Rufina e Montespertoli,
  • 75 quintali per Chianti Classico e Chianti Superiore.

Il Chianti è di colore rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento, di sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, con odore intensamente vinoso anche con profumo di mammola. Il Chianti puo essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma è ben nota anche, per alcune zone, la sua vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui matura colore, profumo e sapore inconfondibili.





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