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. Tel. +34 902 11 79 29


Denominación de Origen
Carmignano DOCG

Consorzio Tutela Vini di Carmignano
c/o Assoc. Turistico Proloco, Piazza Vittorio Emanuele II, 1, 59015 Carmignano (PR), Italia

Tel.: +39 055/8712468

Fax: +39 055/8711455

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Il territorio

Il territorio di Montalcino: clima, suolo e posizione dei vigneti

La zona di produzione coincide con il territorio comunale di Montalcino.
Distribuite su di esso secondo la migliore tradizione viticola dell'ambiente e mirabilmente inserite nella bellezza del paesaggio, le aziende di Montalcino offrono l'opportunità di piacevoli itinerari enoturistici.
Passando per i borghi caratteristici e fitte macchie boschive si scopriranno i vigneti ben curati, le cantine perfettamente attrezzate ed ordinate: segreti, questi, ed orgoglio di ogni fattoria, dalla più piccola a quella più grande.

Il comune di Montalcino si trova a 40 Km in direzione sud da Siena. Il territorio delimitato dalle valli dell'Orcia, dell'Asso e dell'Ombrone assume una forma quasi circolare con un diametro di 16 Km e con una superficie di 24.000 ettari.

L'economia è prevalentemente agricola e, in quest'ambito, la vite occupa una piccola parte della superficie che è così suddivisa: per il 50% coperta da bosco e incolti; il 10% da oliveto, l'8% da vigneto di cui poco più della metà sono iscritti all'albo del vino Brunello di Montalcino, la rimanente parte a seminativo, pascoli ed altre colture.

La collina di Montalcino, essendosi formata in ere geologiche diverse, presenta caratteristiche del suolo estremamente mutevoli per costituzione e struttura, per cui è difficile fare generalizzazioni di una certa ampiezza.
Le zone più basse sono costituite da terreni originatasi per trasporto di detriti con strato attivo profondo, del quaternario, abbastanza sciolti.
Salendo, il terreno si arricchisce di scheletro mentre lo strato attivo si riduce essendo suoli formatisi dalla decomposizione di rocce originarie, in particolare galestro ed alberese.
I terreni sono mediamente argillosi, ricchi di calcare, frammisti ad ampie zone tufacee, tendenzialmente magri.
Sono presenti, inoltre , terreni derivati da stratificazioni tipiche del senese destinati esclusivamente alla cerealicoltura.

Il clima è tipicamente mediterraneo con precipitazioni concentrate nei mesi primaverili e tardo autunnali (media annuale 700 mm.).
In inverno, al di sopra dei 400 metri non sono rare le nevicate. La vicinanza del Monte Amiata (altezza m.1740) in zona sud-est, crea una protezione naturale contro il verificarsi di eventi di particolare intensità quali nubifragi o grandinate.
La fascia di media collina dove è concentrata la maggior parte delle aziende vitivinicole, non è interessata da nebbie , gelate o brinate tardive che si possono verificare nelle zone vallive, mentre la frequente presenza di vento garantisce le condizioni migliori per lo stato sanitario delle piante.

Il clima prevalentemente mite e con un elevato numero di giornate serene durante l'intera fase vegetativa, assicura una maturazione graduale e completa dei grappoli.
La presenza sul territorio di versanti con orientamenti diversi, la marcata modulazione delle colline e lo scarto altimetrico tra zone vallive e il territorio più alto (Poggio Civitella), determina dei microambienti climatici molto diversi tra di loro, malgrado, talvolta, l'estrema vicinanza delle zone.
La forma di allevamento più diffusa nella vigna di Montalcino è il cordone speronato, ottenuto mediante potatura corta (a 2 gemme) di un numero variabile di cornetti a ceppo.
L'altra forma in uso per il Brunello di Montalcino è quella dell'archetto (Guyot modificato) che affida ad un unico tralcio, potato con 6-10 gemme, la responsabilità della futura vegetazione.

 

Storia di Montalcino

Storia di Montalcino e dei suoi vini

Come un'isola nel cuore della Toscana il colle di Montalcino offre a chi arriva salendo dalle valli che lo circondano il sapore di una conquista progressiva, dell'approdo felice.

Forse per la posizione geografica, lontano dalle affollate arterie di comunicazione o forse per la purezza dell'aria che pervade un panorama ancora intatto e selvaggio, davvero la visita a Montalcino può rivelarsi ricca di suggestioni coinvolgendoti in quel magico rapporto tra uomo e natura, che qui ha la rarità di essere assolutamente spontaneo. Da sempre dedita al lavoro del bosco e dei campi, la gente di questa città conobbe momenti di giustificata gloria durante la lotta per le libertà comunali nel XVI secolo, resistendo lungamente agli assedi francesi e spagnoli.

Ma certamente, l'immagine migliore, Montalcino, la rivela proprio grazie al dono più prezioso della sua terra, dura e generosa insieme: il vino. Già apprezzata nei secoli passati, la produzione enologica era anche qui rimasta fedele ai canoni ormai affermati nella tradizione toscana.

Fu solo verso la fine del secolo scorso che iniziarono i primi esperimenti tesi a valorizzare, esaltandole, le caratteristiche di una materia prima e di un ambiente senz'altro particolari.

Nacque così il Brunello ed ancora oggi nasce come frutto di tenace passione, con amore custodito durante gli anni di affinamento in cantina prima di presentarsi al mondo che ha imparato, a sua volta, ad amarlo, fine e principio di una leggenda che ogni bottiglia rinnova.

 

Il Consorzio

Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
è nato nel 1967 all'indomani del riconoscimento della
D.O.C., come libera associazione fra i produttori,
intenzionati a tutelare il loro vino il cui prestigio
sempe più andava affermandosi. Il Consorzio del Vino
Brunello di Montalcino ha rappresentato in questi anni uno
strumento di scrupolosa e responsabile autodisciplina, inoltre
ha sollecitato un coagulo fra aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, così che le consolidate e sagge abitudini sono diventate una comune strategia per il successo qualitativo.

 

Vini

 

BRUNELLO DI MONTALCINO

Il Brunello di Montalcino è un vino visivamente limpido, brillante, di colore granato vivace. Ha profumo intenso, persistente, ampio ed etereo. Si riconoscono sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti, leggera vaniglia e confettura composita.
Al gusto il vino ha corpo elegante ed armonico, nerbo e razza, è asciutto con lunga persistenza aromatica.
Per le sue caratteristiche, il Brunello di Montalcino sopporta lunghi invecchiamenti, migliorando nel tempo. Difficile dire quanti anni questo vino migliora in bottiglia. Ciò dipende infatti dall'annata. Si va da un minimo di 10 anni fino a 30, ma può essere conservato anche più a lungo.
Naturalmente va conservato nel modo giusto: in una cantina fresca, ma soprattutto a temperatura costante, buia, senza rumori e odori; le bottiglie tenute coricate.

Abbinamenti con il BRUNELLO DI MONTALCINO

L'eleganza e il corpo armonico del vino permettono abbinamenti con piatti molto strutturati e compositi quali le carni rosse, la selvaggina da penna e da pelo, eventualmente accompagnate da funghi e tartufi.
Il Brunello è inoltre vino da abbinamento ottimale con formaggi: tome stagionate, Parmigiano reggiano, pecorino toscano. Trova anche abbinamento ottimale con piatti della cucina internazionale a base di carni o con salse strutturate.
Il Brunello, per le sue caratteristiche, é godibile anche quale vino da meditazione. Il vino Brunello di Montalcino deve essere servito in bicchieri di cristallo dalla forma ampia, panciuta, al fine di poterne cogliere il bouquet composito ed armonioso.
Il vino dovrà essere servito ad una temperatura di circa 18°C-20°C. Per il vino molto invecchiato è consigliabile la decantazione in caraffa di cristallo, al fine di meglio ossigenarlo e di proporlo nella sua totale purezza.

Evoluzione commerciale del BRUNELLO DI MONTALCINO

Il Brunello di Montalcino è così famoso che, si dice, abbia allietato molte mense importanti.
Il Brunello di Montalcino, pressoché sconosciuto al di fuori della zona di produzione e di una ristretta cerchia di intenditori sino alla metà degli anni '60, è divenuto sempre più conosciuto nel decennio successivo sino a diventare, forse, il più quotato vino italiano di qualità.

Per comprendere questo successo, si ricorda che dell'annata 1975 furono imbottigliate circa 800.000 bottiglie da circa 25 aziende, mentre nell'annata 1995 ne sono state imbottigliate circa 3.500.000 da circa 120 aziende.
Questi numeri fanno anche comprendere la preziosità di questo vino, ricercato per le tavole più raffinate sparse in tutto il mondo. Le ragioni del fenomeno vanno ricercate nelle obiettive qualità organolettiche del vino, nella rotondità ed armonia del gusto , negli intensi profumi e nelle grandi possibilità di evoluzione con l'invecchiamento.


Il Brunello di Montalcino non è un fenomeno solo italiano, ma soprattutto mondiale. Non esiste paese, dove vengano consumati vini di qualità, in cui questo vino non sia presente.
Diremmo anzi che il Brunello di Montalcino è la punta di diamante che, penetrando in tutti i mercati, contribuisce ad elevare l'immagine del vino italiano.
Bisogna infine rilevare che il suo gusto armonioso e aristocratico ha conquistato, all'estero, non solo i tradizionali conoscitori dei vini italiani, ma anche i palati non abituati ai nostri vini.

Disciplinare di produzione del BRUNELLO DI MONTALCINO

Ritenuta una delle maggiori espressioni dell'enologia italiana, il Brunello di Montalcino è prodotto esclusivamente con uva Sangiovese (denominato a Montalcino, "Brunello") secondo le norme di un severo disciplinare che, oltre a fissare limiti di resa ad ettaro, periodo di invecchiamento, caratteristiche del prodotto, stabilisce che prima della commercializzazione, il vino sia sottoposto all'esame di un'apposita commissione per il riconoscimento dei requisiti di particolare pregio onde fregiarsi della DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA (D.P.R. 1/7/1980 e successive modificazioni).

- Zona di produzione: Comune di Montalcino
- Vitigno: Sangiovese (denominato, a Montalcino, "Brunello")
- Resa massima dell'uva: 80 quintali per ettaro
- Resa dell'uva in vino: 68%
- Affinamento in legno obbligatorio: 2 anni in rovere
- Affinamento in bottiglia obbligatorio: 4 mesi (6 mesi per il tipo Riserva)
- Colore: rosso rubino intenso tendente al granato per l'invecchiamento
- Odore: profumo caratteristico ed intenso
- Sapore: asciutto, caldo, un po' tannico, robusto ed armonico
- Gradazione alcolica minima: 12,5% Vol.
- Acidità totale minima: 5 g/lt
- Estratto secco netto minimo: 24 g/lt
- Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione
- Immissione al consumo: dopo 5 anni dall'anno della vendemmia (6 anni per il tipo Riserva)
- Confezionamento: il Brunello di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese.

 

ROSSO DI MONTALCINO

Montalcino, terra votata alla qualità, non si limita al Brunello nel campo dei vini di pregio.
Forse per questo, per la prima volta in Italia, ai produttori di questa zona è stato concesso di ottenere, dagli stessi vigneti, due vini a denominazione di origine in base a precise valutazioni tecniche: il Brunello, destinato al lungo invecchiamento, ed il Rosso di Montalcino, vino più giovane che unisce ad una superba struttura doti di particolare vivacità e freschezza.
Già apprezzato e conosciuto con varie denominazioni, il Rosso di Montalcino ha acquisito precisa identità ed ufficiale riconoscimento con il passaggio alla DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA (D.P.R. 25/11/83 e successive modificazioni).
Valida alternativa per il cantiniere, lo è anche per il consumatore esigente. Il Rosso di Montalcino è armonico, elegante, sapido, non di grande impegno ma di piacevole abbinamento.
Il Rosso di Montalcino all'aspetto è brillante e limpido, con colore rubino composito; all'olfatto ha buona intensità e fragranza , si riconoscono profumi di piccoli frutti freschi e leggera marasca.
All'analisi gustativa il vino risulta armonicamente asciutto, ha nerbo e freschezza con buona persistenza aromatica. E' vino di pronta beva particolarmente suadente. Non è da conservare a lungo, il vino preferisce essere bevuto in età giovanile anche se ben resiste all'invecchiamento.

Abbinamenti con il ROSSO DI MONTALCINO

Le sue caratteristiche sono esaltate dai piatti tipici della cucina toscana dal gusto schietto e deciso ma, ugualmente, potrà accompagnare, valorizzandole, le più diverse proposte della cucina internazionale.
Si abbina a piatti di media struttura, quali primi di pasta con sugo di carne, di pollame, di funghi o tartufi, risotti compositi; secondi preparati con carni di maiale o vitello salsato.
Deve essere servito in calici di cristallo per vini rossi ad una temperatura di circa 18°C.

Disciplinare di produzione del ROSSO DI MONTALCINO

- Zona di produzione: Comune di Montalcino
- Vitigno: Sangiovese (denominato a Montalcino, "Brunello")
- Resa massima dell'uva: 90 quintali per ettaro
- Resa dell'uva in vino: 70%
- Immissione al consumo: 1° Settembre dell'anno successivo alla vendemmia
- Colore: rosso rubino intenso
- Odore: profumo caratteristico ed intenso
- Sapore: asciutto, caldo, un po' tannico,
- Gradazione alcolica minima: 12% Vol.
- Acidità totale minima: 5 per mille
- Estratto secco netto minimo: 22 per mille
- Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione
- Confezionamento: il Rosso di Montalcino può essere posto in commercio solo se imbottigliato in confezioni di tipo bordolese.

 

MOSCADELLO DI MONTALCINO

Da un'uva coltivata da tempo immemorabile a Montalcino, nasce questo vino da dessert tanto antico quanto piacevole e sorprendente. Il Redi lo celebrò nel suo ditirambo:"Quel si divino e leggiardetto moscadelletto di Montalcino".
Moltissime notizie storiche, relative a noti personaggi, testimoniano l'apprezzamento del Moscadello di Montalcino in Italia e all'Estero.
Il Moscadello di Montalcino è prodotto nei tipi Tranquillo, Frizzante e Vendemmia Tardiva. Oggi questo vino è molto apprezzato per le caratteristiche di armonia che l'aroma del moscato riesce ad esprimere nelle tre tipologie prodotte.
Le peculiarità di questo vino prezioso e raro sono state codificate nel disciplinare della DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA (D.P.R. 13/11/84 e successive modificazioni).
Il Moscadello di Montalcino, alla vista si presenta giallo paglierino tenue nel tipo frizzante, che tende a divenire più cupo nel tipo tranquillo e ad assumere l'aspetto del giallo dorato tenue nella tipologia Vendemmia Tardiva.
Caratteristico l'olfatto: manifesta l'aroma di moscato equilibrato e fresco, con delle sfumature floreali per il tipo con appassimento.
Il palato è piacevolmente appagato dal dolce e dall'armonia aromatica del tipo Tranquillo, il frizzante offre inoltre l'invitante brio del leggero perlage.
La tipologia Vendemmia Tardiva dimostra la vellutata eleganza e l'avvolgenza di un vino passito.
I Moscadelli di Montalcino tranquilli e frizzanti sono da consumarsi giovani, mentre il tipo Vendemmia Tardiva può esprimere il meglio di sé con il passare degli anni.

Abbinamenti con il MOSCADELLO DI MONTALCINO

Trova la sua collocazione naturale a fine pasto, accompagnando piacevolmente pasticceria e dolci secchi.

Disciplinare di produzione del MOSCADELLO DI MONTALCINO

- Zona di produzione: Comune di Montalcino
- Vitigno: Moscato Bianco
- Resa massima dell'uva: 100 quintali per ettaro per i tipi Tranquillo e Frizzante, 50 quintali per ettaro per il tipo Vendemmia Tardiva
- Resa dell'uva in vino: 65% per i tipi Tranquillo e Frizzante, 45% per il tipo Vendemmia Tardiva
- Immissione al consumo: 1° Gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia per il tipo Vendemmia Tardiva
- Colore: giallo paglierino per il tipo Tranquillo, con spuma fine e vivace per il tipo Frizzante, dal giallo paglierino al giallo dorato per il tipo Vendemmia Tardiva
- Odore: delicato, fresco e persistente
- Sapore: aromatico, dolce e armonico, caratteristico dell'uva Moscato
- Gradazione alcolica minima: 10,5% Vol. per i tipi Tranquillo e Frizzante, 15% Vol., di cui 11,5% Vol. svolti e 3,5% Vol. in alcool potenziale, per il tipo Vendemmia Tardiva
- Acidità totale minima: 5 per mille per i tipi Tranquillo e Frizzante, 4 per mille per il tipo Vendemmia Tardiva
- Estratto secco netto minimo: 17 per mille per i tipi Tranquillo e Frizzante, 22 per mille per il tipo Vendemmia Tardiva
- Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione

 

SANT´ANTIMO

La Denominazione di Origine Controllata Sant'Antimo è nata dalla volontà dei produttori di qualificare tutta la produzione vinicola montalcinese. Questa denominazione infatti consente di collocare i vini diversi dal Brunello, dal Rosso e dal Moscadello, che nascono a Montalcino.
Il Sant'Antimo è una denominazione molto ampia che prevede molte tipologie di vini sia rossi che bianchi. Troviamo infatti il Sant'Antimo Rosso che può avere anche le sottospecificazioni di vitigno quali il Cabernet, il Merlot e il Pinot Nero, nonché il Sant'Antimo Bianco che può usufruire delle specificazioni di vitigno Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio.
Il tipo rosso può essere prodotto anche come Novello. E' possibile produrre inoltre il Sant'Antimo Vin Santo con uve bianche e il Sant'Antimo Vin Santo Occhio di Pernice con uve rosse , ambedue anche nella tipologia Riserva.
Da notare l'importanza di questo vino che si inserisce perfettamente nella piramide produttiva di Montalcino.
Infatti il Sant'Antimo Rosso può essere prodotto per passaggio da Brunello o da Rosso di Montalcino consentendo al produttore di fare delle scelte qualitative di vendemmia o di cantina di ampio respiro. Il Sant'Antimo è stato riconosciuto a DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA con decreto 18/1/1996.

Il Sant'Antimo ha caratteristiche molto diverse secondo le varie tipologie. Possiamo trovare vini non molto impegnativi che possono essere usati in varie situazioni e occasioni e vini di livello molto elevato, provenienti sia da un solo vitigno che da sapienti combinazioni di uve diverse.

Abbinamenti con il SANT'ANTIMO

La gamma di combinazioni e abbinamenti è di conseguenza molto ampia, essendo possibile gustare al meglio i vini delle singole tipologie con i piatti di tante cucine sia locali che italiane, ovvero di cucine internazionali o di fantasia; dagli aperitivi, agli antipasti, fino a tutte le più diverse portate.
Possiamo affermare che con le diverse tipologie del Sant'Antimo, il Brunello, Il Rosso ed il Moscadello, il produttore di Montalcino può offrire una gamma di prodotti molto articolata, in grado di soddisfare le esigenze di tutti i consumatori dal meno esperto al più esigente.

Disciplinare di produzione del SANT'ANTIMO

- Zona di p roduzione: Comune di Montalcino
- Vitigno: tutti quelli raccomandati e autorizzati in provincia di Siena, con specifiche limitazioni per le tipologie con nome di vitigno e per il Vin Santo
- Resa massima dell'uva: 90 quintali per ettaro per i bianchi e per il Sant'Antimo Rosso, 80 quintali per ettaro per gli altri rossi
- Resa dell'uva in vino: 70%, 31,5% per il Vin Santo
- Colore, odore, sapore, gradazione alcolica, acidità totale minima, estratto secco netto minimo: variabili secondo le diverse tipologie
- Imbottigliamento: può essere effettuato solo in provincia di Siena.





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