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. Tel. +34 902 11 79 29


Denominación de Origen
Bardolino Superiore DOCG

Consorzio Tutela Vino Bardolino
Piazza Giacomo Matteotti, 8, 37011 Bardolino (VR), Italia

Tel.: +39 045/6212567

Fax: +39 045/7210820

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Web: www.winebardolino.it

Descripcion:

Il Territorio

L'inquadramento geografico dell'area di produzione del Bardolino

Golfogarda L’area di produzione del Bardolino occupa gran parte del settore veneto dell’anfiteatro morenico del lago di Garda e, con l’eccezione di una porzione del comune di Peschiera del Garda, il Mincio ne costituisce il limite territoriale occidentale.

Il territorio della doc Bardolino comprende, a sud, il cordone morenico più esterno e rilevato includendo anche alcuni tratti della piana fluvioglaciale antistante, risale poi la medesima cerchia morenica verso nord arrivando a entrare nella valle dell’Adige poco a ovest di Bussolengo seguendo poi il corso del fiume sino alla frazione Canale in comune di Rivoli Veronese.

Successivamente il confine percorre l’alta scarpata rocciosa della valle stessa, piegando verso ovest all’altezza della frazione Vezzane di Caprino Veronese, mantenendosi poi entro le pendici del gruppo del Baldo a un’altezza di circa 550 m s.l.m. per scendere infine verso il lago all’altezza di Torri del Benaco.

Malga Così delimitata, la doc comprende anche, oltre all’areale dell’anfiteatro morenico – costituito da depositi glaciali incoerenti –, vasti affi oramenti rocciosi nel settore nord, sia lungo la scarpata dell’Adige che alle falde del Monte Baldo, con altre maggiori emergenze rocciose alla Rocca Vecchia di Garda e al Monte Moscal.

Il paesaggio morenico nel settore centro-meridionale si presenta caratterizzato da una fitta serie di colline allungate, separate talora da strette vallecole o da ampie piane ghiaiose, con dislivelli generalmente compresi entro 50-100 m.

In molti punti le cerchie risultano talmente addossate da generare depressioni chiuse, buona parte
delle quali ha ospitato piccole torbiere.

Le ondulazioni divengono molto più significative nel settore nord, nel quale alla presenza di affioramenti rocciosi si sommano anche i depositi connessi alla piccola lingua glaciale che scendeva lungo la valle dell’Adige e che ha generato un proprio anfiteatro morenico, compreso tra Affi e Caprino Veronese, detto “di Rivoli Veronese”.

In questa zona un’ampia piana fluvioglaciale separa i due apparati morenici, oltre a delimitare le pendici dei primi versanti del Monte Baldo.

Questi ultimi sono tuttavia rivestiti per buona parte dell’area compresa nella doc da depositi glaciali antichi, lasciati da discese del ghiacciaio evidentemente molto più consistenti di quelle che hanno costruito i due anfiteatri attualmente osservabili.

Vigneto L’area doc comprende per intero il territorio dei comuni di Garda, Bardolino, Affi , Cavaion Veronese, Pastrengo, Lazise, Castelnuovo del Garda, e pro parte quello di Torri del Benaco, Costermano, Caprino Veronese, Rivoli Veronese, Bussolengo, Sona, Peschiera del Garda, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio.

Le pianure sono coltivate a seminativo e a vigneto, e in zona collinare prevale il vigneto accompagnato da oliveti, seminativi ed erbai.

Laddove le pendenze divengono severe e in presenza di substrato roccioso, prevalgono i boschi di latifoglie.

La maggior parte delle aree in forte pendenza su substrato morenico sono state gradonate nel corso del tempo.

Interventi di questo tipo si ritrovano anche in aree detritiche al bordo dei rilievi su substrato roccioso, e persino in aree a suoli molto sottili su roccia; la maggior parte di queste posizioni sono state tuttavia abbandonate negli ultimi decenni e vengono più o meno velocemente rioccupate dal bosco.

 

Il Vino

Vitigni

I vitigni autoctoni del Bardolino

I principali vitigni autoctoni dell'area del Bardolino sono la Corvina, il Corvinone, la Rondinella e la Molinara.

Di seguito ne illustriamo le principali caratteristiche.

Corvina

Origine
È il classico vitigno autoctono della Valpolicella e del Bardolino. Non si conoscono le sue origini, che sono comunque antiche: le prime notizie sulla sua coltivazione in Valpolicella risalgono al 1824 ad opera del Pollini.
Caratteristiche ampelografiche
• portamento: semieretto;
• apice del germoglio: biancastro, con leggere sfumature bronzate;
• foglia: media, pentalobata, con seno peziolare a lira o a U leggermente aperto; pagina inferiore aracnoidea;
• grappolo: medio (200-250 g), cilindrico-piramidale, alato e compatto;
• acino: di dimensioni medie, elissoideo; buccia spessa e consistente, blu-nera, pruinosa.
Caratteristiche fenologiche e produttive
La Corvina veronese è una varietà a germogliamento medio e maturazione medio-tardiva, di buona vigoria e buona e costante produttività legata ad una buona fertilità delle gemme e ad un peso medio del grappolo abbastanza consistente. Ha una buona resistenza al freddo invernale; è sensibile alla peronospora, botrite, oidio e marciume acido. Predilige potature lunghe nelle diverse forme di allevamento.

Corvinone

Origine
L’origine è sconosciuta; è sempre stato confuso con la Corvina veronese grossa fino al 1993, anno della sua iscrizione al Registro delle varietà.
Caratteristiche ampelografiche
• portamento: semieretto;
• apice del germoglio: si presenta verde, pubescente;
• foglia: allungata, pentalobata, a denti allungati. Seno peziolare a V aperto,
• grappolo: più grande della Corvina (300-400 g);
• acino: grande, più della Corvina, elissoidale, con buccia pruinosa, di colore blu-scuro.
Caratteristiche fenologiche e produttive
Per le caratteristiche fenologiche il Corvinone non si differenzia sostanzialmente dalla Corvina; è, infatti, un vitigno a germogliamento medio e a maturazione medio-tardiva. È dotato di elevata vigoria, per cui predilige forme di allevamento espanse; presenta una buona produttività dovuta al grappolo di grandi dimensioni ed alla buona fertilità delle gemme. È sensibile al disseccamento del rachide, botrite, marciume acido e in particolar modo alla peronospora.

Rondinella

Origine
Varietà diffusa nelle zone del Valpolicella e del Bardolino dove entra negli uvaggi dei rispettivi vini a doc e docg. Di origine sconosciuta, è probabilmente arrivata nel veronese nel XIX secolo. Il nome pare derivi dal colore della bacca che assomiglia alla livrea del piumaggio delle rondini.
Caratteristiche ampelografiche
• portamento: semieretto;
• apice del germoglio: aracnoideo, verde-giallastro con sfumature rosa al margine;
• foglia: medio-grande, pentagonale, quinquelobata con seni superiori ed inferiori molto profondi; seno peziolare a U oppure a lira; lembo sottile e piano;
• grappolo: piramidale con 1 o 2 ali evidenti, di media grandezza (200-230 g) e compattezza;
• acino: sferoidale, medio anche se spesso di grandezza irregolare; buccia ricca di pruina, nero-violacea.
Caratteristiche fenologiche e produttive
Vitigno vigoroso, di germogliamento medio e maturazione medio-tardiva. La fertilità delle gemme piuttosto elevata, unita ad un peso del grappolo medio, garantisce produzioni abbondanti e costanti. Si adatta a diverse forme di allevamento espanse con potature preferibilmente medio-lunghe e ricche. Ha un’elevata tolleranza alle principali crittogame, ad eccezione del mal dell’esca. Buona la resistenza alla siccità e alla clorosi ferrica.

Molinara

Origine
La prima citazione come vitigno coltivato nella bassa pianura veronese risale al Pollini (1824). Attualmente è allevato soprattutto nella zona del Garda e nelle aree moreniche limitrofe.
Caratteristiche ampelografiche
• portamento: semieretto;
• apice del germoglio: verde-biancastro con orli rosati, sublanuginoso;
• foglia: medio-grande tendenzialmente allungata, trilobata; seno peziolare a V molto aperto; lembo fogliare piano, leggermente ondulato, pagina inferiore glabra;
• grappolo: piramidale-allungato, di medie dimensioni (150-250 g), con 1-2 ali, mediamente compatto;
• acino: sferoidale, leggermente allungato, di media grandezza; buccia molto pruinosa, rosso-violacea.
Caratteristiche fenologiche e produttive
L’epoca di germogliamento è pressoché media, medio-tardiva la maturazione. La fertilità delle gemme media ed un grappolo con peso medio-basso portano a produzioni di media entità. Di vigoria tendenzialmente elevata, predilige forme di allevamento espanse (pergola veronese). È molto sensibile agli eccessi di umidità ed alle carenze di potassio; buona la sua tolleranza a oidio, peronospora, meno a botrite e marciume acido.

Caratteristiche

Le caratteristiche organolettiche del Bardolino e del Chiaretto

Pur nella loro diversa impostazione produttiva, avendo come identica matrice le stesse uve (Corvina e Rondinella soprattutto), il Bardolino e il Chiaretto hanno caratteristiche comuni nella fragranza fruttata e nella leggera speziatura.

Bardolino
Colore: rosso rubino brillante
Profumi: delicatamente fruttato e fragrante, con note di ciliegia, marasca, fragola, lampone, ribes e accenni di spezie (cannella, chiodo di garofano, pepe nero)
Gusto: asciutto, morbido, caratterizzato dalle medesime sensazioni di frutta rossa croccante e di piccolo frutto percepite all’olfatto, leggermente speziato, dotato di equilibrio, freschezza e considerevole bevibilità

Chiaretto
Colore: rosa cerasuolo brillante, rosa fior di pesco, rosa corallo
Profumi: delicati profumi di piccoli frutti di bosco (lampone, ribes) e di fiori di campo, accompagnati da leggeri e rinfrescanti sentori di clorofilla e di mela acerba e da sottilissime venature speziate (cannella, chiodo di garofano, vaniglia)
Gusto: al palato il Chiaretto sfodera in pienezza le sue succose sensazioni di piccolo frutto rosso, unite ad una invidiabile freschezza giovanil.

 

Statistiche

La realtà produttiva del Bardolino

La produzione

L’area di produzione del vino Bardolino si estende su una superficie totale di oltre 25.000 ettari, compresi in 16 comuni dell’anfi teatro morenico orientale del lago di Garda.

Attualmente i vigneti iscritti all’albo doc, distinto per le tipologie produttive Bardolino doc, Bardolino Classico doc, Bardolino e Bardolino Classico Superiore docg, Bardolino e Bardolino Classico Chiaretto doc, Bardolino e Bardolino Chiaretto Spumante doc, Bardolino e Bardolino Classico Novello doc, insistono su una superficie di circa 2.700 ettari, per una produzione media di circa 340-360.000 quintali di uva/anno, corrispondenti a circa 230-240.000 ettolitri, con punte di 257.000 ettolitri prodotti nel 2006.

Di questi, circa il 40% sono ottenuti nella zona classica e circa il 60% in quella non classica.

Il mercato

I vini doc prodotti nell’area del Bardolino sono esportati per circa il 70% in quantità e per circa il 60% in valore.

I mercati esteri più importanti sono nell’ordine: Germania, Francia, Inghilterra, Canada, Belgio, Danimarca, Stati Uniti e Giappone.

Il 30% dei vini Bardolino sono consumati in Italia e vengono acquistati soprattutto sul posto e nelle regioni settentrionali.

La filiera

Ditte iscritte al Consorzio 1.134
Viticoltori iscritti al Consorzio 903
Vinificatori iscritti al Consorzio 127
Imbottigliatori iscritti al Consorzio 104





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